Antonio Costagliola

Pasticceria

“Non scendere mai a compromessi”, il percorso da CAST al Pastry Bit Competition.

C’è una scintilla che arriva all’improvviso. Per Antonio Costagliola è nata dietro al bancone di una piccola pasticceria del suo paese di origine – Monte di Procida, in provincia di Napoli –  dopo gli anni di studi all’alberghiero orientati esclusivamente alla cucina. Una scintilla che non si è più spenta e che oggi lo ha portato a conquistare la vittoria al Pastry Bit Competition 2025, uno dei contest più sfidanti della pasticceria italiana, organizzato da Molino Dallagiovanna.

Il suo è un viaggio professionale costruito con dedizione e obiettivi chiari: dal corso di alta formazione in CAST all’apertura della sua pasticceria artigianale a Bacoli, fino alla vittoria del Pastry Bit con il suo panettone al cioccolato. “All’inizio del mio percorso volevo fare lo chef. La pasticceria non mi interessava”, racconta Antonio. Poi avviene l’incontro con la pasticceria, in un piccolo laboratorio che lo accoglie per uno stage, finiti gli studi all’alberghiero. E lì scatta la scintilla che inverte la rotta. “Ho iniziato a capire che la pasticceria mi dava qualcosa in più”.

Lo abbiamo incontrato, fresco di vittoria, pronto a vestire il ruolo di Dallagiovanna Pastry Ambassador 2026, per farci raccontare la sua storia e i valori che lo guidano nel raggiungere, ad appena 31 anni, importanti traguardi professionali.

INTERVISTA

Com’è iniziata l’avventura al Pastry Bit Competition?
Mi sono iscritto senza pensare alla vittoria. Il mio obiettivo era confrontarmi, riprendere in mano i libri, mettermi alla prova rispetto ai miei coetanei, provenienti da tutta Italia. La gara è durata quasi un anno, tra selezioni e prove. È stato un percorso che mi ha fatto crescere, sia tecnicamente che personalmente.

Il grande lievitato con cui hai vinto il concorso è un panettone al cioccolato. Come nasce?
Non l’ho creato appositamente per la gara. È un panettone artigianale che proponiamo già nella nostra attività – la Pasticceria Guantiera di Bacoli –  e che i nostri clienti amano molto. Ho pensato che, se avessi vinto, le persone avrebbero voluto assaggiare proprio quello: ciò che faccio davvero, ogni giorno. Doveva essere un prodotto identitario, non un esercizio di stile.

Facciamo un salto nel passato. Nel 2018, nonostante una carriera già avviata nella pasticceria, hai deciso di tornare a studiare e hai scelto i corsi di Alta Formazione di CAST. Cosa ti ha spinto a rimetterti in gioco?
Tutti mi dicevano: ‘ma perché torni a studiare se già lavori?’. Per me non si trattava di ripartire da zero, ma di rafforzare le fondamenta, per poter crescere davvero. Volevo dare struttura a ciò che avevo imparato sul campo, comprendere a fondo ogni processo e non limitarmi a ripetere gesti automatici.

Perché la scelta è caduta proprio su CAST?
Perché era un punto di riferimento assoluto. Conoscevo già la scuola e sapevo che rappresentava il livello di eccellenza a cui volevo arrivare. Così, ho deciso di investire su me stesso, iscrivendomi al corso di Alta Formazione Pasticceria. È stata una decisione che ha cambiato la mia carriera. Finito il corso, ho avuto  l’opportunità di svolgere uno stage presso la pasticceria Veneto del maestro Iginio Massari. In seguito, ho lavorato come demi-chef nel 2019 all’hotel Punta Tragara di Capri e poi, due anni dopo, come Pastry Chef all’Hotel Regina Isabella di Ischia, fino ad aprire nel 2023, insieme ad alcuni amici, la Pasticceria Guantiera.

Cosa ti ha colpito di più durante la formazione?
Il metodo, senza dubbio. In CAST ogni argomento viene affrontato con rigore: prima la teoria, poi la dimostrazione e infine la pratica. E soprattutto il confronto diretto tra i risultati, l’analisi degli errori e dei miglioramenti. Quel modo di ragionare ti rimane addosso. Non è solo tecnica, è un principio guida che ancora oggi definisce il mio lavoro: non scendere mai a compromessi.

Cosa vuol dire per te ‘non scendere mai a compromessi’?
Per esempio, nella mia pasticceria, anche nei periodi più intensi, come le festività, non si anticipa la produzione e non si accettano scorciatoie, come l’uso dei conservanti. Se devi aumentare i numeri, devi investire sugli strumenti. Mai sacrificare la qualità. Il cuore del mio lavoro è nella relazione che riesco a instaurare con i clienti. Le persone ci dedicano tempo e fiducia, condividono con noi momenti importanti della loro vita. Il nostro compito è essere all’altezza delle loro aspettative, sempre. E la qualità non deve mai essere un valore negoziabile.

A soli 31 anni hai già raggiunto importanti traguardi professionali. Qual è la tua ricetta segreta?
Fin dall’inizio ho ragionato così: ogni cinque anni cerco di realizzare un ‘sogno’. Quando ho cominciato, il mio obiettivo era studiare in CAST e fare uno stage con il maestro Iginio Massari, e ci sono riuscito. Poi volevo aprire una mia pasticceria artigianale prima dei trent’anni e anche quello l’ho fatto. Successivamente mi sono detto: “nei prossimi cinque anni voglio vincere una competizione di pasticceria importante”. È arrivato il Pastry Bit Competition 2025 e con lui la vittoria. Pianificare in questo modo mi aiuta a restare concentrato: non considero i sogni come illusioni, ma come obiettivi concreti da costruire passo dopo passo.

Che consiglio daresti a chi inizia oggi un percorso di Alta Formazione Pasticceria?
Non scegliere i luoghi dove lavorare in base allo stipendio, ma in base a ciò che si può imparare. Io ho lasciato posti prestigiosi e ruoli importanti per poter crescere tecnicamente. Bisogna avere le idee chiare e darsi delle priorità: investire su se stessi è il passo decisivo. Se vuoi una cosa, la costruisci. A volte serve tempo in più e qualche sacrificio. Ma si fa. Bisogna avere le idee chiare e agire.

Qual è il tuo prossimo sogno da realizzare nei prossimi 5 anni?
Il più grande è continuare a far crescere la mia pasticceria, non solo nei numeri, ma nella qualità. E poi c’è una strada che spero si apra sempre di più: quella della formazione. Mi piacerebbe insegnare, trasmettere ciò che amo fare. Perché questo lavoro, per me, è davvero tutto.

Ti piacerebbe diventare docente in CAST?
CAST per me è casa, mi ha permesso di iniziare a realizzare tutto questo. Tornarci da docente sarebbe un cerchio che si chiude.

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