Ravneet Bhara Dhwaj

Pasticceria

C’è un profumo che attraversa confini e accende ricordi: quello del burro caldo mescolato alle spezie dell’infanzia. Per Ravneet è stato il segnale che la strada era quella giusta: venire in Italia, studiare pasticceria nel cuore dell’eccellenza formativa del nostro Paese e trasformare una passione in una professione.

Dall’India ai laboratori di CAST, fino alle prestigiose cucine del Grand Hotel Villa Serbelloni a Bellagio, sul lago di Como; il viaggio di Ravneet è fatto di coraggio, sogni e zucchero. Un percorso che racconta come la determinazione e l’amore per l’arte dolciaria possano davvero aprire le porte di una carriera solida ed internazionale.

C’è un momento, appena varcata la soglia dei laboratori di CAST, in cui Ravneet sente nell’aria fragranza di burro fuso che, unito all’aroma del cardamomo, la riporta alla sua infanzia in India. È quello il momento in cui capisce di aver scelto la strada giusta: studiare pasticceria in Italia, dove la tradizione dei grandi lievitati è di casa. Oggi, dopo quattro mesi di Alta Formazione in CAST e un tirocinio al Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio, Ravneet è la prova che una formazione eccellente in Italia è un passo determinante verso una solida carriera internazionale.

INTERVISTA

Partiamo dall’inizio. Puoi raccontarci il tuo percorso in India e come sei arrivata al tirocinio al Grand Hotel Villa Serbelloni?
Sono una studentessa al quarto anno di Hotel Management in India. Grazie ad una collaborazione tra Istituti ho potuto studiare in Italia: quale posto migliore per la gastronomia? In CAST abbiamo svolto quattro mesi intensivi di lezione; durante le vacanze ho lavorato con il maestro Andrea Bonati, docente durante il mio percorso in CAST, nella sua pasticceria gluten-free a Bergamo. Ora sto lavorando a Villa Serbelloni: un meraviglioso ristorante dove, accanto al Pastry Chef  Manuel Ferrari e all’Executive Chef Ettore Bocchia, ogni giorno imparo qualcosa di nuovo.

Perché specializzarti in pasticceria? Hai qualche ricordo legato alla tua infanzia che ti ha spinto verso questa scelta?
Mio padre era solito preparare per la famiglia un dessert tradizionale indiano a base di ghee e farina di grano. Il profumo delizioso del burro chiarificato invadeva la casa. Ogni volta che oggi lo preparo, provo la stessa pace di allora. È questo il motivo per cui ho scelto di specializzarmi in pasticceria: i dolci fanno sorridere le persone, riuscire a creare gioia sui loro visi mi rende felice.

In che modo il corso in CAST ha contribuito alla tua crescita professionale da pasticciere?
Mi ha davvero trasformata. Ricordo una delle prime lezioni, durante la quale un dolce che avevo preparato per la prima volta nella mia vita era venuto particolarmente bene; ricevere il feedback positivo dei miei docenti e compagni di studio, mi ha dato una fiducia enorme in me stessa. Ogni lezione aumentava le mie competenze e al tempo stesso rafforzava la consapevolezza delle mia capacità.

Com’è stato lavorare in Italia? Hai avuto difficoltà ad adattarti a un modo di cucinare e uno stile di vita diverso?
Tutti sono stati gentili con me fin dal primo momento in CAST. La lingua è stata uno scoglio all’inizio, poiché non parlo italiano. Ma colleghi e chef si sono impegnati a spiegare tutto anche in inglese, e poche volte mi sono dovuta aiutare con il sistema di AI di traduzione simultanea. A Villa Serbelloni ho invece imparato soprattutto ad adattarmi al ritmo di una cucina di alto livello: a prendermi le prime responsabilità, a lavorare in un team e gestire il tempo.

Cosa pensi delle tendenze attuali nella pasticceria, come il plant-based, la riduzione degli zuccheri, l’utilizzo di materie prime sostenibili?
Il cambiamento in atto è molto veloce. A Bergamo, con il maestro Bonati ho avuto modo di specializzarmi nei dolci senza glutine: inclusivi e al tempo stesso innovativi. Una sfida stimolante per noi giovani pasticceri. Al Villa Serbelloni prepariamo sia la torta al cioccolato classica che la sua versione gluten-free: sono entrambe buonissime! Credo che questo sia il futuro: trovare modi alternativi per accogliere persone con gusti, desideri e necessità diverse, mantenendo alta la qualità.

Come immagini il tuo futuro professionale dopo questa esperienza in Italia?
Voglio approfondire ancora la pasticceria italiana. Vivere in Italia mi ha fatto capire quanto questo mondo sia vasto, e io ne conosca solo una piccola parte. C’è ancora tanto da imparare e vorrei assorbire tutto il possibile, per poi riportare i sapori in India. Per esempio, far conoscere la delizia al limone napoletana: la adoro e sogno di farla assaggiare a tutti una volta tornata a casa!

Qual è il dessert dei tuoi sogni?
Qui in CAST, per il mio esame di fine corso, ho presentato una versione gluten-free di uno dei miei dolci preferiti: il cannolo siciliano con ricotta e granella di pistacchi, accompagnato da un sorbetto alla pesca. Se devo fantasticare su un dolce che ancora non esiste, me lo immagino come un mix di panna cotta e tiramisù. Qualcosa di cremoso e stratificato che unisca l’eleganza al comfort food. Un dolce che coccoli e al tempo stesso sorprenda.

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