marco rizzo ex allievo cast

Marco Rizzo

Cuoco

Ci sono storie che nascono da un profumo, da un gesto, da un ricordo che resta impresso nella memoria.

La mia nasce in Salento, a Martano, un piccolo paese dove le giornate scorrevano lente, seguendo il ritmo semplice della vita e l’intensità delle domeniche in famiglia. La cucina era il cuore pulsante di casa, il profumo del sugo che sobbolliva piano, le mani di mia nonna che impastavano le orecchiette, il rumore leggero della farina che cadeva sul tavolo. Lei mi ha insegnato che per rendere speciale un piatto serve un solo ingrediente segreto: il cuore. Da allora ho capito che la cucina non è solo nutrimento, ma anche emozione, memoria e amore.

Avevo quattordici anni quando, per la prima volta, ho messo le mani in pasta in una piccola pizzeria del paese, Da Mario. È lì che ho scoperto il piacere di creare qualcosa con le mani, di sentire il calore del forno, di imparare i ritmi veri della cucina. Quell’esperienza ha acceso in me una passione che non si è mai spenta. Dopo il diploma all’Istituto Alberghiero di Otranto e le prime esperienze nei ristoranti del Salento, ho deciso di partire: un biglietto per Dublino e tanta voglia di mettermi alla prova in un hotel a cinque stelle. È stata una sfida, un salto nel vuoto che mi ha insegnato indipendenza, disciplina e curiosità.

Ma, come spesso accade, la nostalgia del mio mare e dei miei sapori mi ha riportato a casa.
Ho voluto imparare ancora, questa volta il linguaggio della pasticceria, grazie al maestro Michele Stella del Caffè Stella.
Poi sono arrivati due anni al ristorante Il Vecchio Molo, con lo chef Davide Rollo, dove ho respirato la vera cucina di mare fatta di semplicità, profumi autentici e rispetto per la tradizione.

Sentivo però che il mio viaggio non era ancora finito.
Così sono partito per Brescia, alla scoperta di CAST, dove ho frequentato il percorso R.O.P.A.
È stato un anno intenso, ricco di conoscenza, passione e dedizione.
CAST è stata la mia palestra: il luogo dove ho imparato che la perfezione nasce dall’impegno quotidiano e dal confronto con chi ha più esperienza di te.
Lì ho incontrato lo chef Beffe Maffioli, una figura che ha lasciato un segno profondo nella mia crescita.
Dopo CAST, ho avuto il privilegio di lavorare con lui al ristorante “Carlo Magno” come Sous Chef; un’esperienza che mi ha insegnato eleganza, precisione e rispetto per la materia prima. Poi è arrivata un’altra tappa fondamentale: Sous Chef al “Miramonti l’altro”, due stelle Michelin, con lo chef Philippe Léveillé. Un anno di grande intensità e sacrificio, ma anche di immensa soddisfazione. Lì ho imparato a muovermi tra rigore e creatività, tra tecnica e sensibilità, nella raffinata armonia della cucina francese.

Oggi sono tornato a CAST, questa volta come Executive e docente del corso di Alta Formazione Cucina.
Qui cerco di trasmettere ai miei studenti tutto ciò che ho imparato, non solo tecnica, ma anche passione, curiosità, rispetto per la materia prima e per questo mestiere meraviglioso.

“La cucina mi ha insegnato che la pazienza e la curiosità portano più lontano del talento.
E che, in questo lavoro, non si smette mai davvero di imparare. La mia vita è un viaggio tra il profumo del mare e l’energia della cucina: due mondi diversi, uniti dallo stesso fuoco che porto dentro.”

La mia fonte di ispirazione:
Trae ispirazione dai profumi e dai sapori della mia terra natale, il Salento. È un luogo che porto sempre con me: ogni volta che cucino, cerco di ritrovare quelle sensazioni che parlano di mare, sole e tradizioni.

La tecnica che più mi appassiona:
Non ho una tecnica preferita in assoluto. La mia passione varia a periodi: ci sono momenti in cui amo sperimentare di più con una tecnica specifica, approfondirla e cercare nuovi sapori; altri in cui sento il bisogno di cambiare e rimettermi in gioco. Non mi piace essere statico: la cucina, per me, è evoluzione continua.

Il mio rapporto con il cibo:
Il mio rapporto con il cibo è profondo e istintivo. Mi appassiona, mi fa stare bene e, soprattutto, mi rende felice. Quando cucino o assaggio qualcosa che mi emoziona, ho la sensazione di staccare dalla realtà e ritrovare un mio spazio.

I piatti che mi piace di più cucinare:
Amo cucinare soprattutto piatti di pesce, spesso accompagnati da elementi vegetali. Sono preparazioni che richiamano il profumo e il gusto della mia terra: freschezza, semplicità e identità.

Una curiosità del mio lavoro che pochi conoscono (e che fa la differenza):
La perseveranza. Nel mio lavoro la costanza e la capacità di non arrendersi mai sono fondamentali. Bisogna saper andare avanti anche quando è difficile, trovare sempre una nuova strada e credere davvero in quello che si fa. A volte l’ambiente stesso può demoralizzare, ma proprio lì fa la differenza chi continua a crederci.

Sfato un mito del settore:
Nel nostro settore circolano molti miti, ma uno in particolare mi sta a cuore: l’idea che tutto sia immediato. La verità è che dietro ogni piatto, ogni tecnica e ogni risultato c’è un percorso fatto di tempo, sacrifici, studio e tanta pratica. La cucina non è magia: è dedizione.

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